Gli Amici della Stufa a Legna a Progetto Fuoco 2022 con ASSOCOSMA

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Gli Amici della Stufa a Legna a Progetto Fuoco 2022 con ASSOCOSMA

Questo Venerdì parliamo di sabato scorso.

Molti di voi avranno saputo che dal 4 al 7 Maggio si è tenuta la Fiera “Progetto Fuoco” a Verona e questo gruppo ha avuto una sua piccola ma importante presenza.

Nello stand di Assocosma, nella giornata di Sabato 7 molte persone hanno ascoltato, e visto, le presentazioni di Piero Massignani, responsabile del comitato tecnico scientifico di Assocosma, di Carlo Lisi e mia; tutti e tre, in ogni caso, rappresentanti di questo gruppo Facebook.

Vediamo come è andata

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LA GIORNATA

Ve la racconto dal mio punto di vista.

Caricata Venerdì la Qubo con computer, cavalletto, valigia con vestiti tipo Totò e Peppino che vanno a Milano (ve li ricordate coi colbacchi?) e nella testa quella solita sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante, sono partito alla volta del Veneto in una mattinata di pioggia che, con grande affetto, mi ha seguito, accompagnandomi tenace e testarda per tutto il viaggio.

La E45 offre al viaggiatore paesaggi variegati, soprattutto attraversando gli Appennini: il Lago di Montedoglio, Verghereto (famosa per essere citata su “viaggiare informati” per le code per rallentamenti), Bagno di Romagna e, subito dopo una località il cui nome, letto sui cartelli bianco e blu mi ha sempre fatto, blasfemamente, sorridere, San Piero in Bagno.

E poi su, Sarsina, Forlimpopoli, il delta del Po, Bologna, Modena, Mantova, il navigatore segna 30 minuti, vai! Ce l'ho fatta!

L'ARRIVO

Verona è bellissima, l'Arena non l'ho vista ma la periferia è affascinante, case e strade che raccontano di una comunità unita ed ordinata. Da perfetto inesperto dei luoghi ho percorso tre volte una rotonda ed un paio di volte il viale davanti ai padiglioni della Fiera prima di capire dove era il parcheggio P3. Fermata la macchina, sotto una pioggerellina minuta ma penetrante, mi sono incamminato, carico di zaino, valigia e borsa, verso l'evidente ingresso. Fantastico, il parcheggio era veramente a due passi dalla Fiera.

Entro e, qui ragazzi, il Paese dei Balocchi! Non avevo la più pallida idea di dove si trovasse il padiglione 5 e lo stand A50, mi butto alla ricerca con l'inconscio desiderio di trovarlo il più tardi possibile.

Stufe, macchine per la lavorazione dei boschi, fiamme serpeggianti, allestimenti avvenieristici, tradizionali cucine economiche, un bagno turco a pellet, forni da pizzeria, barbecue, centinaia di avventori curiosi e con le mani già piene di brochure, rappresentanti affaccendati e poi, camini del futuro, bracieri a bassissime emissioni, insomma, mi ero già abbondantemente perso nel frullatore della passione, passato dalla pioggia gelida dell'esterno al caldo calore dei fuochi di legna.

Cercando di decifrare i pannelli con le mappe della Fiera, riesco finalmente ad identificare la posizione dello stand di Assocosma, dicevamo, padiglione 5 stand A50, mi sa che c'ero già passato davanti e non l'avevo visto.

Mi fermo, chiedo di Piero, me lo indicano. Era impegnato in una conversazione con un visitatore, aspetto e poi lo chiamo. “Buongiorno, sono Fabio De Angelis, del gruppo…” ci stringiamo la mano e lui “…Oh, ma sei molto più brutto dal vivo!”.

E lì penso due cose: 1) meno male, è una persona schietta e sincera. 2) devo cambiare l'immagine del profilo…

E poi la grande accoglienza, accompagnato da Sara, la simpatica ed efficientissima segretaria, ho poggiato gli abiti da Igor Stravinsky nel magazzino e sono stato fatto sedere alla tavola apparecchiata. Nel piccolo ma attrezzatissimo magazzino nel retro dello stand campeggiava una affettatrice professionale, sul tavolo prosciutto San Daniele (mai mangiato così buono), formaggio friulano, porchetta fatta da Fiorenzo, vino della Valpolicella, salumi impareggiabili.

Bene, si poteva cominciare a lavorare!

Nell'andirivieni della fiera mi vengono presentati, il Presidente della Assocosma Rinaldo Grosso ed il vice Larcher Daniele, due marcantoni che a guardarli negli occhi mi si risveglia la cervicale, poi tutti gli altri, meno impegnativi per i muscoli del collo ma rivelatisi tutti grandi artigiani.

Insomma, in breve, ho conosciuto il direttivo di Assocosma e tutti i maestri fumisti.

Bellissime, nello stand di Assocosma, una stufa a microgassificazione con un monitor per vedere in tempo reale: consumi, calore, emissioni pulite che emanava un calore sereno e deciso, poi uno spaccato di una stufa ad accumulo con il complesso giro fumi visibile che mi ha ricordato il labirinto di Cnosso, piccolo capolavoro di ingegneria e artigianato.

Sabato mattina, alle undici, appuntamento con il pubblico. Beh, ragazzi, molti di voi non c'erano, dove eravate? Vi siete persi una bellissima occasione per saperne di più sul piacere del riscaldamento per irradiazione, sull'uso migliore del fuoco di legna, sulla storia del nostro rapporto con il fuoco e tanto altro, oltre al piacere di ascoltare i racconti di chi costruisce, materialmente, le calde atmosfere nelle case.

Nelle chiacchierate seduti attorno a formaggi e salumi, scopro che un maestro fumista per realizzare una stufa impiega diverso tempo, molto del quale passato ad ascoltare i committenti, le loro aspettative, i desideri e capisco che una stufa realizzata sul posto assume un significato complesso, che non si ferma soltanto al riscaldamento della casa e, tutte le volte che verrà accesa, il fuoco racconterà il lavoro degli artigiani; i desideri dei proprietari; la prima, emozionante, accensione, fatta tutti assieme, lì a guardare la fiamma che, piano, sale e cresce e regala finalmente il ricercato tepore.

E spesso, questi artigiani allacciano un rapporto di amicizia con i committenti, cene assieme dopo anni dalla realizzazione. Il fuoco lega, non c'è niente da fare, dalle caverne alle moderne case.

Torniamo a noi: nella sala, dopo l'introduzione del Presidente, con un collegamento dalla sua casa di Verghereto, Carlo Lisi ci ha raccontato l'avventura del gruppo “Amici della stufa a legna”, la nascita ed il traguardo dei più di 62.000 iscritti raggiunto attualmente e le prospettive future.

Alquanto emozionato, lo seguo davanti alla platea con il mio “Volo radente sui comignoli di tutte le epoche.”, una carrellata su come il fuoco ha accompagnato l'Uomo nel tempo, fino a noi.

Per ultimo, ma non ultimo, Piero  Massignani, con la sua “Evoluzione delle stufe ad accumulo e stufe a micro gassificazione del pellet” ci ha fatto entrare dentro il complesso giro fumi di di una stufa e ci ha illuminato sui tanti aspetti, dalla legna ai fumi di scarico, utili e necessari da conoscere, per scaldarci bene influenzando al minimo la nostra aria che respiriamo.

Finito il bagno di folla -come si dice- felice del buon riscontro dei nostri interventi e dei numerosi, devo dire, applausi del pubblico, dopo i saluti agli ormai amici della Assocosma, riprendo valigia, zaino e colbacco per avviarmi verso il parcheggio P3, ve lo confesso, non è stato facile ripartire. Ogni stand sulla via del ritorno era una tentazione degli occhi e del cuore.

Ho passeggiato per un po', perdendomi fra fiamme addomesticate e macchinari avvenieristici, incrociando gli occhi dei miei simili, pieni anch'essi, lo capivo, di tutto quel ben di Dio.

Raggiunta la macchina ho impostato il navigatore su “casa” e, sotto un cielo migliore dell'andata, ho iniziato il ritorno.

Sei ore c'ho messo, sei ore a pensare alla bella esperienza, alle battute fulminanti dei Veneti, ai sapori ineguagliabili esposti su quella tovaglia a quadri, alla severità bonaria dei dirigenti, agli sguardi del pubblico, alla sincerità delle strette di mano, ai raggi infrarossi che dalle maioliche ti arrivano alla pelle, alla attenzione per l'ambiente, alla ricerca di soluzioni, all'amore per il fuoco di legna, al risotto all'Amarone di Sabato sera, ai quasi incomprensibili dialetti delle valli del Bellunese, agli sguardi complici davanti alla fiamma di un focolare.

Alle nove e mezzo ero a casa, la cena era pronta e, ho acceso il fuoco. Pensando che, per fortuna, non mi ero dimenticato niente stavolta.

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